Due batterie e una scheda madre mai vista. Nel giorno del suo debutto italiano, iPhone X va “sotto i ferri” di iFixit, società specializzata in parti di ricambio per telefonia e computer, che ha smontato praticamente ogni singolo componente dello smartphone, rivelando alcuni interessanti dettagli.

Prima di tutto, oltre ad apprezzare come sempre il lavoro di ingegneria dell’azienda di Cupertino (che stavolta tocca vette davvero incredibili), va precisato come nonostante i prezzi delle riparazioni elevatissimi, Apple è riuscita comunque a far si che lo schermo e la batteria sono piuttosto facilmente sostituibili.

Una buona notizia nel caso di display rotto; il quale, inoltre, può essere sostituito senza rimuovere il sensore del Face ID.

Sorprende tutti invece la batteria, anzi le batterie. Con questo nuovo dispositivo Apple ha adottato una soluzione inedita che prevede due differenti moduli in serie per un totale di 2750 mAh, allineati come una sorta di “L”, in maniera sfalsata.

In tal modo è stata possibile una differente disposizioni delle restanti componenti interne, e probabilmente, anche un miglior bilanciamento del peso.

Ulteriore inedito è mostrato dall’architettura della scheda madre, costruita a “strati”.

Anche in questo caso Apple è riuscita a diminuire superficie occupata dalla piastra, che è di circa 70% più piccola di quella di un iPhone 8 Plus, ma che nello stesso tempo riesce ad offrire il 135% di spazio in più per ospitare le componenti.

Gli “strati”, come li abbiamo volgarmente definiti, sono però collegati non da banali cavi, ma da una serie di contatti che hanno di certo contribuito a far salire il prezzo delle componenti interne.

Ma la vera nota di demerito in questo “esame” per la riparabilità di iPhone X è causata dal vetro posteriore.
Per cambiarlo è necessario smontare totalmente lo smartphone e sostituire quasi certamente anche la cornice in metallo che contorna il terminale a causa dell’abbondante colla che lo fissa a questa parte.